Un bianco d'Africa e di polvere
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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La cattedrale è polvere nel firmamento
possiamo solo pensare che finisca
poi
una campana suona
specialmente per chi non l'ascolta,
siamo già via lungo una vita
lungo i visi che non abbiamo conosciuto
Agavi e corpi nodosi, piante africane:
hanno un'anima diversa
le tue dalle mie
hanno un sale che brucia, un sale forte per riserva
La calce, anche... da te è più bianca
lo è sempre stata:
toglie la vista; toglie la cognizione
di chi siamo
E spegne il tempo
quel bianco
intollerabile e morboso
diventa lento, uguale a sé
non si lascia prendere dai rintocchi
Non si ripete
e ci ha ingoiati
ci ha già fatti sparire
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (3)
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Stefano Drakul Canepa21 luglio 2014
la consueta dimostrazione di classe ma questa poesia è più vera, più sofferta quasi ogni immagine passasse dal sangue più che dall'anima. Una poesia di terra e di cuore
Franca Donà astrofelia22 luglio 2014
un'introspezione più viva, meno eterea ma ancora più sentita . quel bianco accecante, quel rintocco di campane per chi non sa ascoltare... bella poesia
nemesiel23 luglio 2014
Una descrizione che cattura, immerge in quel bianco abbagliante ...che toglie anche al lettore la forza di reagire, quasi disarmato di fronte alla sofferenza che emanano i versi. Ancora una prova di maestria linguistica e comunicativa da parte di questa talentuosa autrice



