In battere e levare

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Un nero che è un po' il refrein della poesia ci conduce su note da brivido. Specialmente la chiusa mi ha scosso... questo nero che sa di gente. Che dire, se no a sensazione, di una strofa che trasmette un reale malessere? Non sappiamo se ciò sia dovuto ad un "ansia" di tipo sociale nel genere Munch, oppure per via dell'incapacità di farsi comprendere dalla gente anche da persone magari, con le quali tutti i giorni si ha a che fare.
Un malessere che serpeggia dentro le vene, un nero che si trasmette, ansia che assale forse... per incomunicabilità? Sembra strano ma oggi, nell'era dei media e dei social network è diventato impossibile "comunicare" realmente. Soltanto davanti a una tastiera riusciamo a esprimere qualcosa, forse perché si è celati da uno schermo prottettivo. Mi ha colpito il verso "è grido che nessuno ode". Cerchiamo di fermarci un attimo, di ascoltare, di prestare attenzione agli altri.
La corsa al tempo ne calca le scene e ne inaridisce le gioie, sono versi da meditare. Il mondo va sempre al rovescio di ciò che si vuole ottenere. Versi decisamente significativi e meravigliosamente verseggiare. Ottima per forma e contenuto
C’è desiderio nel leggere di penetrare in questi versi che tanto celano in sé – un estirpare qualcosa che nuoce al nostro vivere cercando un rifugio, affinché sensazioni non prendano il sopravvento.
Percorrere una strada che non si ama percorrere. Lirica che ben esprime il male di vivere... e il colore nero ben esprime il tutto. Molto intensa e piaciuta
versi incisivi ... sempre valente l'autore che ci regala opere intense e sentite...






