Le DONNE e il mestiere più antico
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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Pur apprezzando la piacevole stesura, questa volta non condivido affatto le motivazioni addotte nelle ultime quattro quartine del testo, esclusa la chiusura, né nella nota, è un tipo di donne che a parer mio è comunque da condannare, non è la crisi congiunturale, ma il desiderio di soddisfare il consumismo, di gestire e gratificare il proprio corpo, condito dalla totale mancanza di sentimento verso il proprio compagno, è come giustificare un rapinatore di banche per motivi di sopravvivenza, le ritengo semplicemente prostitute indipendenti, ed il terreno umano a cui affidarsi non mi sembra proprio c'entri molto.
Complimenti all'utore per come sciorina il verseggiare stando attento al ritmo e a non divagare. La prostituzione non cambia quello che si è esteriormente ma qullo che di profondo c'e' nell'animo umano certamente si'. Vendere il proprio corpo per il bilancio famigliare e con l'aggiunta della complicita' della comare di turno, io disprezzo la morale, ma pure chi per il sesso si rivolge a donne che fanno pagare soldi sonanti ad altre persone che per una scopata con il cronometro in mano, togliendoli dal loro bilanci familiare. Giusto non sentenziare, ma da uno che non è Per niente moralista dico: ZOCCOLE a loro e poverini ai Clienti.
Condivido il commento di Enrico Baiocchi. Non c'è nessuna scusante per loro... Sono PROSTITUTE al più alto grado, per scelta, per avere una vita più agiata e comprare oggetti di lusso. Ci sono donne che si prostituiscono in modo coatto, sono obbligate da biechi sfruttatori. A loro va tutta la mia solidarietà ma a queste donne (anche se non sta a me giudicare) va il mio disprezzo perché non tradiscono per AMORE, ma soltanto per avidità e vendono il loro corpo per il lusso... Certamente la colpa è anche dei clienti che tradiscono le loro compagne o fidanzate in modo disdicevole.
Condivido totalmente il commento di Enrico e di Sara non è un'alibi la ristrettezza economica ... Non è una scusante, né le compatisco ... niente a che vedere con lo sfruttamento di quelle povere vittime che sono le prostitute per obbligo! Ci vuole dignità anche nella miseria... (meglio la fame)
mi aggiungo con parere favorevole alle vostre considerazioni, la scusa del bilancio è poca cosa, forse sarebbe meglio parlare di pellicce, cellulari di brand famosi e tant'altro, la dignità non ha prezzo per il resto mastercard...
Sono anch'io d'accordo con i commenti di Enrico, Sara, Patrizia ed Andrea: non ci può essere alcuna scusante. Personalmente, poi, io fermerei la mia attenzione sul contenuto della quinta strofa, laddove l'Autore afferma che la famiglia non ha alcun futuro, in quanto prima o poi è destinata a sfaldarsi, venendo meno il bene più profondo, l'amore, che è donazione e rispetto reciproco. Per ciò che concerne la lirica in sé, Sergio merita uno speciale plauso per le capacità poetiche ed umane con cui tratta temi scottanti ed attuali, con un verseggiare degno dei grandi poeti, con un ritmo incalzante, preciso ed attento.




