A toni bassi
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Le case prese dalla nebbia
le ultime sparite controvoglia
A guardarle
manca il comprendere le forme
si dimentica il tatto
l’assuefazione a te
l’irruenza d’essere vicini
come quei comignoli poco fa
avvolti da un fumo unico
E anche i rami
smettono di girarmi
con il condizionale d’attesa e direzioni
quando la resa è fiotto di fontana
e terra concava io sembro, al tuo congiungersi
con i respiri alti sul muretto
e mani d’edera
cadenti ora per il troppo amore
di bacche rubate e fatte polvere
Ormai -ormai sì
ch’è quasi tutto inverno:
il padrone del buio è passato
con lunghe chiavi
per chiudere il cancello
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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Francesco Rossi7 novembre 2014
Comprenderne la forma, ecco un quesito sostanziale che la poetessa riesce a mettere in risalto nella sua poetica, poi usa il condizionale e lòe direzioni di uniscono alla fine del loro autonomo percorso. Un avviarsi alla chiusa fatto pure di riflessione che lascia aperte le porte del cancello della percezione.

