Di giada
Stefano Acierno
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Vitrea e celestiale
di luce fioca e attraente,
tremula e arcana,
ti trasfiguri improvvisa,
sprigionando fiamma scarlatta,
e bruci.
Cingi i lombi
e, a forza,
precipiti nel vuoto;
Estrai la forza;
la richiami,
la prostri,
con petali di rose,
"pedra de la hijada";
Attiri la luna
e le maree dell’anima.
E sconvolgi,
burrasca dei sensi,
fino al diapason,
d’acché catalizzi
la vita e l’amore,
riflesso intenso e prezioso di giada...
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Stefano Acierno
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