Piano le gocce e noi

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (7)
Piove così sottile così in silenzio... sembra che non bagni perché sottili sono le gocce senza fare rumore cadono e si perdono nella terra, in realtà bagnano più di quanto si pensi ...la chiamano anche acqua degli sciocchi proprio perché si pensa non possa bagnare...! E sassi sul fogliame fanno rumore
La vedo come una metafora della vita bagnata dal vivere ...se esiste un problema anche sottile e silenzioso, esso bagna il cuore nel suo grigiore. ... Bella.
Aperta questa poesia, io più che la metafora propendo per una grande apertura temporale che scivola su un tappeto ornato di foglie caduche, e nel marciume si coglie quella tensione ideale che divampa dall'intimo e dalla sensibilità.
C'è un'amara riflessione, sui toni del grigio, che ci accompagna durante il nostro cammino che induce comunque a fare da spettatori in questo passaggio tra la terra ed il cielo portato avanti dal destino. Rita!
pioggia sottile ...che bagna ...sole spento ...constatazione di ciò che viviamo... disagio ...impressioni che arrivano sempre un plauso all'autrice
Pioggia lenta, anche i versi si riempiono della sua cadenza, si sente il suono quasi musicale. Il grigio è fango che sporca nel lento ritmo che accompagna la poesia. Ritmo contagioso all'essere umano nell'attesa di un qualcosa che spezzi quella ormai incallita monotonia. "Quanto mi scaldi" è il fuoco che si aspetta, e dopo... "come stai? " logica conseguenza.
Solo la prima strofa varrebbe, per usare una terminologia calcistica, il prezzo del biglietto. Trovo sia una sintesi sapiente tra musicalità e apertura percettiva. Insomma mi piace molto.







