Mi sono ancora distesa

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (4)
Si legge assuefazione, quasi dolore, nell'esprimere un atto d'amore non corrisposto così come vorrebbe il cuore. Un momento felice, appagante, di estremo piacere, che però non trova la giusta strada sul percorso di un rito primitivo, là dove il corpo, nonostante coinvolto, non porge quel significativo imput all'anima per sentirsi pienamente felice... E' come una candela accesa che non fa luce, in quella che dovrebbe essere felicità assoluta, adesso spenta.
La sensibilità, il gusto, lo stile, le tracce del pensiero come briciole di parole sul disegno della strada dei sensi. Forse la felicità non è quel sentire, non è il piacere perché tale ma la consapevolezza di un attimo che non ha spazio dentro alla ragione.
Io leggo e mi soffermo sul punto che la poetessa focalizza come elemento, il corpo. Il burro vuole avere un riferimento simbolico nel sciogliersi al contatto e al calore di due corto di cui uno in modo inevitabile per la rappresentazione di interiorità che la poetessa ha voluto dare soffre.
La chiusa regala alla poesia, il valore della bellezza, ed è in questa consapevolezza finale, il dono. Dal cuore della poetessa a noi.



