Tu dillo
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Tu dillo
e sempre
com’è che chiameresti l’alba,
come ti piace dare il mio nome
alle cose affini, alle tue mani.
Fa’ come fossi la zagara e l’odore,
il giro delle foglie senza malinconia
nel vento
che l’autunno viene e solleva.
L’attimo di me
la nostra ampia primavera
dillo che l’hai fermata
dentro un abbraccio
(anche solo in un verso);
che guardandomi il viso -tuo riflesso-
il sorriso
è il sale che ti mancava.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (3)
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carla composto16 dicembre 2014
incantata da questa accorata richiesta... da questa lirica che tocca il cuore ...
Marina Lolli16 dicembre 2014
Si potrebbe porre l'accento su questo o quel verso, ma come? Mentre la leggo brillano tutti della medesima bellezza, e posso solo ascoltare i sentimenti che questi mi ispirano, .
Francesco Rossi22 dicembre 2014
Un verseggiare ricco, elegante e pertinente allo stato d'animo dell'autrice che al momento dell'ispirazione si pregia di serenità e discernimento.



