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Introspezione 19 dicembre 2014 · lettura 1 min · 2494 letture

Corteccia

Riccardo Ruschetti 263 poesie pubblicate
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Corteccia, pelle d'angelo crocifisso a terra da un Gesù nato a Giugno, vita strappata negli occhi di mille notti. Crosta di ruga offerta al sonno, dove il fango sa dal buio mondare, dal nero tratteggio di un sole taciuto, nel respiro sinuoso di giunco riflesso che forte segna di vita il sapore. Abbracciami ora seguendo l'urlo e spezzami il cuore, perché il silenzio taccia per sempre vibrando liquide coscienze tra i flutti del mio notturno mare.
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...quando i sogni si frantumano... un grande fragore cade nel petto lasciando sulla pelle segni che, per quanto spesso poco visibili, restano indelebili e dallo spugnoso sapore di sangue rappreso da un oscurato sole.

L'autore
Riccardo Ruschetti
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Commenti (6)

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carla composto19 dicembre 2014

segni che a volte lacerano la carne e che non rimarginano... ottima opera ottime metafore che arrivano ...il mio plauso al bravo autore

Sara Acireale19 dicembre 2014

Quando i sogni si frantumano... l'anima è lacera, il cuore sanguina. Mentre prima si volava nello spazio infinito, ci si trova catapultati nella squallida realtà e a nulla serve dire: " Basta crederci, il tuo sogno ritornerà". Non ritornerà più quel sogno svanito, resterà il ricordo indelebile di qualcosa d'incompiuto. Ci saranno altri sogni ma QUEL SOGNO non ci sarà e un'amara nostalgia accompagnerà questa perdita

Berta Biagini19 dicembre 2014

Difficile rimanere estranei a questo grido di dolore che purtroppo nella vita dobbiamo sempre essere pronti ad accogliere anche se ci fa terribilmente soffrire.

Alberto De Matteis19 dicembre 2014

Ognuno di noi ha tanti sogni e, purtroppo, non tutti si possono realizzare. E quando qualcuno di questi si frantuma, ne soffre il corpo e l'anima. Ma occorre sempre continuare a sognare.

Francesco Rossi19 dicembre 2014

Non facciamoci togliere il sognare confondendo a volte il sogno con un incubo così come la speranza che con il sogno entra in connubio di danza

Massimiliano Moresco20 dicembre 2014

Un grido sofferto che esce con efficacia e, per quanto liberatorio, non lascia speranze di poter risorgere. Appare come una confessione o un celato aiuto i quali si fanno testimonianza del proprio mondo interiore.