L'immenso VALORE di un FOGLIO BIANCO
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
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Un riconoscimento che va ben oltre da un semplice foglio bianco e nel quale non possiamo fare altro che unirci e volare con chi ormai da tempo ci ha abbandonato.
D'accordo con la nota e, la scrittura, contiene anche una forma personale che appartiene solo all'autore. Le parole possono essere uguali per tutti anche se uguali in modi e significati diversi, ma la forma dello scritto è unica e personale.
Il tatto, l'odore dell'inchiostro, le cancellature la grafia ... niente può sostituire il gesto delle mani quando si muovono su quel caro, amato foglio ... quasi figlio Lirica sentita e condivisa!
Mi risulta che alcuni scrittori (anche grandi) scrivono direttamente al computer (e, in passato, direttamente alla macchina per scrivere) . Ma come è possibile? Vidi un paio di mostre degli scritti originali di grandi autori (di Proust a Parigi, di Borges a Roma), dai quali si sprigiona la loro anima (soprattutto quella di Proust, con le sue frequenti correzioni) . Gran parte di quell'anima, poi, permane quando quei fogli scritti a mano si trasformano in libri stampati. Io non sono certo un grande scrittore (e forse neppure uno scrittore), eppure, quando getto nel cestino i miei fogli di carta ormai corretti e pronti per la pubblicazione, ho l'impressione di gettare anche un pezzo della mia anima!
Stamattina quando l'ho letta non mi venivano parole, la poesia stessa parlava di se in modo incomparabile che non c'era più nulla da aggiungere ma ora che l'ho riletta ne ho colto la completezza descrittiva di questo foglio bianco che attende il giusto pensiero del poeta... e si, anche dell'autore, per prendere il volo e "volare" (molto bella l'analogia) per sopravvivere a lungo nel tempo... complimenti!
...mi piace pensare che il foglio bianco sia esso stesso la più grande ed intensa poesia che sia mai stata scritta. E per la capacità che ha in sé di accogliere qualsivoglia scritto di qualsivoglia levatura, e perché, come ho avuto modo di dire qualche volta, in noi tutti la poesia é quella rimasta inespressa, tanto bella e tanto grande da rimanere lì, sul foglio bianco, orfana di segni e di parole, inarrivabile, e solo viva come idea, nella mente del poeta, del musicista o del romanziere. Concetto che assomiglia al pensiero di Enzo Ferrari che una volta, intervistato, alla domanda di quale fosse la sua Ferrari più bella, rispose "quella che non ho ancora costruito". Ecco sul foglio bianco ci sono le sommità cui ognuno vorrebbe giungere.




