Patrañas

¡Qué torpeza funesta y de juicio tan menguado!
Dejarme seducir por la melancolía ladina
cuando el alma corría por el camino del olvido trazado.
.
Y allí, en medio de la senda que al sosiego se inclina,
te hallaste tú, sombra que la mente non confina:
.
Galante fullero, de ruin y falaz proceder,
incitando las marchitas flores de un corazón desierto
que solo en soledad aprendió a permanecer.
.
¡Qué patrañas del destino, qué ironía!
Fuiste, al final, solo un lúgubre ademán arrojado al viento,
un falso arcoíris de fugaz y baldía promesa fría.
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FALSITÀ
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Che stoltizia funesta e di giudizio così inetta!
Lasciarmi irretire dalla malinconia maligna e vana
mentre l’anima correva per la via dell’oblio già detta.
.
E lì, in mezzo al sentiero che al riposo si affanna,
t’incontrai tu, ombra che il senno non confina:
.
Galante truffatore, di vile e fallace trama,
incitando i fiori appassiti d’un cuore che è terra lontana
che solo in solitudine imparò a sussistere, e che si disama.
.
Che menzogne del Fato, che ironia cruda!
Fosti, in ultimo, solo un lugubre gesto gettato al vento,
un falso arcobaleno di vana promessa nuda.
©
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L'autore
Arelys Agostini
Arelys Agostini, Italo venezuelana; è una poetessa "dilettante". Le sue poesie sono un viaggio attraverso emozioni crude e speranze tenaci, espresse con un linguaggio che danza tra passione, denuncia, introspezione, e il suo impegno nel denunciare le ingiustizie, senza perdere l’ironia. La natura è spesso presente nel
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