Qualcosa che non c'era
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Ci dev'essere un inizio di disobbedienza
oltre il vuoto che ti comprende
tale ch’è difficile non sentirti
Vedi, in questo istante
il movimento del pulviscolo
è dovuto alla tua mano estesa
-e la sedia fuori posto è rimasta a fissarmi
nel punto in cui il tempo è ombra di sé-
Ma il vuoto è sempre stato vuoto
riempito d’aria smunta,
solo quando si altera mostra il rovescio
Lì, coincidi con qualcosa che non c’era
e del calore a piccoli cerchi torna
come correre
verso il cuore di una stella
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (2)
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carla composto20 febbraio 2015
a volte non c'é una ragione anche se la mente ne é alla ricerca... solo vuoto ...profondità di versi che arrivano al cuore... molto apprezzata
nemesiel23 febbraio 2015
Quella sedia vuota e fuori posto, rimasta lì...è una immagine che raggela e così reale e "normale" che arriva diritta al centro delle sensazioni che la poesia esprime


