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Introspezione 7 aprile 2015 · lettura 1 min · 1921 letture

L’azalea ha chiuso le ciglia

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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L’azalea ha quasi chiuso le ciglia Verde la foglia, sorregge un profumo di altri tempi Il mio lato clorofilla galleggia sul pantano, sfioritura di fango - unica macchia se ogni tanto un piccolo becco non venisse a specchiarsi, rubando un centimetro di corda a palmi e caviglie
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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Commenti (3)

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Anna Di Principe8 aprile 2015

Intensi versi e efficaci immagini, che si fanno veri tatuaggi di un sentire denso e coinvolgente... la vita in tutta la sua portata e la coscienza della precarietà del nostro essere umani. L'Autrice esprime un intenso lirismo con notevole resa poetica. Apprezzata moltissimo, il mio elogio

Giovanni Chianese8 aprile 2015

Effimera è la felicità, quel rinascere dentro che subito marcisce sull'impervio cammino; belli i petali a guardarsi ma ahimè non tutto è rosa e fiori ciò che è bello. Molte donne non hanno libertà d'agire e di pensiero, patiscono in silenzio della loro bellezza. Viso bendato con occhi d'azalea non fa gioia nel cuore, anche se circondato d'oro e diamanti. Molto bella è la metafora dell'azalea, simbolo della femminilità con quei delicati petali rosa d'oriente.

Ci si trova sulle soglie dell'immaginale, tra il conscio e l'inconscio a leggere i versi dell'autrice. Ed una caratteristica dal quale non si può fuggire: si viene attratti da un mondo personale ma che ritengo dica qualcosa di tutti noi perché tocca le corde della mente irrazionale, quella più antica, quella che ci vive dentro.