Il seme
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Il seme nelle rovine
cresciuto, spolpato dal vivo
per quanto credito di primavera
si è castigato
Sorge la mente dalla spina
che l’ha trapassata
(al risveglio non sono più morta
porto al limite eco e cenere
di un certo vuoto d’inferno)
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (3)
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Salvatore Testa24 aprile 2015
Potrei sbagliarmi, ma vedo nei tuoi versi immagini di Pompei ed Ercolano, le due cittadine colpite dall'eruzione del Vesuvio nel 79 DC. I calchi in gesso che raffigurano l'espressione della gente sorpresa dall'eruzione. " non sono più morta " riassume atteggiamenti di persone che si conservano eterne in quei calchi.
Stefano Drakul Canepa25 aprile 2015
al solito una prova di grande classe: nelle rovine il seme del risveglio... contenuto e forma al top. Ammirevole
Elle L25 aprile 2015
complessa e nello stesso tempo profonda... un seme cresciuto nelle rovine che mai ha potuto godere forse della sua primavera. Un fiore mancato?... aggrovigliato nella mente con le sue spine .



