Il riflesso dell'amore riflesso

Era quel tempo nostro
che trasportare tutti
ci lasciammo,
come foglie distaccate al ramo,
che seguono il vento.
Era palpitante attesa
la pelle rosea
che lucea svelando
l’innocente sguardo.
Ero io quell’immaginario,
immaginato dal pensiero tuo
che mi decantava
nel suo prezioso tempo.
Eri in me,
una precipitazione estiva
che confluiva le sue acque
nell’innaturale
mia passione dilagante.
Entrambi innocenti,
entrambi indistinti.
Noi necessitati,
frammentati,
nell’effimera idealità.
Noi ... l’ospite inquieto
a se stesso.
Noi, iridi spente
della notte
donde il vestibolo
si traveste
di fatui emissari.
Noi, i commensali
delle false opinioni
e dell’inutile rimostranze.
Noi, i silenzianti
illusori,
del primo amore ... che tace.
©
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L'autore
Giuliano leandro loy
Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi
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