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Sociale 3 agosto 2007 · lettura 1 min · 3099 letture

Sciacallo

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Fuggi, essere immondo; artigliasti miserabil bottino dallo straziato corpo, ancor sussultante nel gelido abbraccio della morte. Ti spregio, sciacallo dei viventi, ignobil caricatura disumanata. Dannato, anelo tu viva, in esclusiva compagnia di te stesso, all'eterno sguardo d'una madre straziata.
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Un ragazzo resta vittima di un incidente con la moto; ed un mostro lo deruba degli effetti personali mentre ancora palpita di vita... la notte dell'uomo.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (3)

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Giovanni Monopoli3 agosto 2007

racconto di un vissuto con estrema perfezione nell'accusa di un essere... sciacallo... bei versi molto ben esposti

Elisabetta Randazzo4 agosto 2007

Sei riuscito a mettere in versi un fatto veramente sconcertante...

M
Manuela Magi4 agosto 2007

Sei stato. Hai trasformato in versi gli stessi sentimenti che la notizia mi ha suscitato.Parole veramente appropriate.