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Morte 7 agosto 2007 · lettura 1 min · 3048 letture

Ombre

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Gioca la notte col giorno neonato, in attesa dell'alba. Veglio, nel buio, poveri corpi, al confine d'altrove. Silenzioso corteo d'ombre, volti conosciuti d'antichi amici, cui fu vana la sfida d'ippocrate, scivola nelle tenebre, a cercar i miei occhi. Sei tu, povero carabiniere... ti saluto, vecchio pescatore. Sussulta l'anima mia; ti riconosco, bambina infelice, che spezzasti il mio cor quando si fermò il tuo. Allunghi l'eterea manina; impercettibil carezza ad asciugar amarissima lacrima d'intimo dolore. E cede la dura ruga che mi solca la fronte.
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© Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.

Notte a rianimazione... fantasmi di antiche sconfitte... dolore mai sopito.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (5)

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M
Mara607 agosto 2007

Versi pieni di ansia umana, di partecipazione... mi piace la tua poesia. Molto.

Triste7 agosto 2007

”... che spezzasti il mio cuor quando si fermò il tuo..” il lavoro non ha indurito il tuo cuore... Il tuo è ricco di sensibilità...

M
Manuela Magi8 agosto 2007

Un coinvolgimento che solo chi ha un cuore grande può provare.Tu lo possiedi.Condivido le tue sensazioni.

Rossodisera8 agosto 2007

molto sensibile e molto delicata la chiusa ed il ricordo della bimba, bella, anche se triste piacevole!

M
Marina Como10 agosto 2007

una bellissima poesia scritta in linguaggio familiare e scorrevole, come si riconosce in amici le anime delle persone che non si sono potute salvare. Nei versi ”a cercar i miei occhi” si capisce che l'uomo non sfugge lo sguardo, ma lo sguardo stesso rimane amico, qui, e nella stupenda chiusa, la risposta, rimane il ricordo e l'amarezza, ma si accetta (carezza ad asciugar) la inevitabile sconfitta. una vera poesia che insegna e fà riflettere.