Ombre
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (5)
Versi pieni di ansia umana, di partecipazione... mi piace la tua poesia. Molto.
”... che spezzasti il mio cuor quando si fermò il tuo..” il lavoro non ha indurito il tuo cuore... Il tuo è ricco di sensibilità...
Un coinvolgimento che solo chi ha un cuore grande può provare.Tu lo possiedi.Condivido le tue sensazioni.
molto sensibile e molto delicata la chiusa ed il ricordo della bimba, bella, anche se triste piacevole!
una bellissima poesia scritta in linguaggio familiare e scorrevole, come si riconosce in amici le anime delle persone che non si sono potute salvare. Nei versi ”a cercar i miei occhi” si capisce che l'uomo non sfugge lo sguardo, ma lo sguardo stesso rimane amico, qui, e nella stupenda chiusa, la risposta, rimane il ricordo e l'amarezza, ma si accetta (carezza ad asciugar) la inevitabile sconfitta. una vera poesia che insegna e fà riflettere.


