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Fantasia 31 luglio 2015 · lettura 2 min · 1503 letture

Un Casanova dei giorni nostri

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Quando son venuto al mondo mai nessuno m’ha informato che dovevo lavorare tutti i giorni della vita! Se mi avessero avvertito ritornavo dentro al ventre, per il semplice motivo che non voglio lavorare! Trentamila sono i giorni che ci vengono assegnati, non bisogna consumarli nelle aziende o negli uffici! Se ben oltre diecimila se ne vanno per dormire, gli altri venti son già stati prenotati per amare. Sono un uomo indipendente, non mi piace lavorare, voglio vivere la vita senza impegni e senza orari. E se i soldi non ci sono io mi faccio mantenere, ci sono tante, belle donne che mi vogliono godere. Sono giovane e son bello, con un fisico d’atleta, sono pure ben dotato sono un uomo fortunato. Finché dura la salute io desidero “giocare” con le donne ben formate che mi danno da mangiare! Son l’amante più richiesto e mi cercano di notte, donne ricche e ancor piacenti con dei folli desideri. Il lavoro fa paura, il padrone è prepotente e invecchiare in un’azienda è una cosa deprimente! Non mi giudicate male se la penso in questo modo, sono libero e felice di godere la mia vita. Io capisco la famiglia, il mestiere e i contributi per avere la pensione quando i piedi sono stanchi! E’ per questo che mi piace non pensare a certe cose, altrimenti mi rattristo e la notte, poi, sto male! Voglio vivere la vita fino a quando avrò salute, e, poi, dopo mi rassegno al destino già segnato. Non mi piace lavorare, sottostare a un direttore, sono un libero amatore che regala gioia e amore. Non mi state a giudicare, perché io rispetto gli altri e pretendo che altrettanto faccian lor nei miei confronti. Se l’amor non esistesse io mi morirei di fame, è l’amore il mio lavoro ..., su, lasciatemi “giocare”! .
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Nel mondo siamo oltre sei miliardi ed ognuno ritiene giusto agire come meglio crede. In questo caso il dongiovanni di turno si sente amato e ricompensato, quindi, al momento non considera il fatto che nella vita bisogna lavorare per vivere, per lui il lavoro è tremendamente avvilente. La mia è solo una lirica leggera per uscire dai soliti canoni drammatici e sociali di cui faccio sovente riferimento nei miei post quotidiani, spero di esserci riuscito.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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Commenti (1)

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Giacomo Scimonelli31 luglio 2015

...e ci sei riuscito!!... complimenti per questi versi che si leggono con piacere e sinceramente un pochino di invidia nasce spontanea... Poesia gradevole e ben scritta ...