La melodia di Alzheimer

La rugosa fronte,
nello sguardo
oltrepassante.
Il volto assente.
Lo smarrimento
donde perdetti
della realtà,
il suo senso.
La difesa tua,
rabbia opponente
nella percezione invalidante.
Urla la melodia di Alzheimer,
e lacrima nello specchio
il riflesso dello sguardo.
Un vecchio,
tra ininterrotti sorrisi
e flebili pianti.
Ti vesti leggero
d'inverno,
e d’estate
indossi abiti pesanti.
L’occhio tuo assente
che scruta l'orologio,
per riconquistarne il tempo.
Vaghi di frasi sconnesse
asincrone,
nel penoso e nel pensoso
tuo ciarlare.
Un albero caduco
tu sei
esposto a ogni vento.
Un povero malato
attendente,
la sua morte
liberante.
©
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L'autore
Giuliano leandro loy
Scrittore di narrativa e poeta a tempo perso. Scrivevo fin dalla più tenera età, e questo vizio mi è rimasto anche nella mia maturità. Amo la filosofia e la studio, pur essendo consapevole dell'impenetrabilità fenomenica dell'uomo. Inizio ad essere molto Socratico, perché so di non sapere. Gli intellettualoidi di oggi
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