Ad un figlio lontano
Nell'ora in cui il mare
disegna ignote forme,
ogni mia sera
ritrova ansiose malinconie,
evanescenza di parole
gravide di silenzi
persi nel tuo ricordo.
...ricordi, non fantasmi,
erano i sogni di cui,
fanciullo, ti nutrivi quando
nel giorno lungo la battigia
trascinavamo sabbia
per innalzare castelli
in cui celare gli arcani regni
d'ogni tua nuova favola,
giorni in cui mi chiedevi
di spingere lo sguardo
sino ai limiti del nulla
e sempre mi ponevi domande,
fiori sonori per ascolti
che il tempo ha reso polvere.
...così, ostinatamente intento
a dar vita a speranze senza nome,
illuso, ancora ti chiamo,
ma nella sera la mia voce si perde
dove uomini astuti
hanno inciso pietre senza memoria.
...nasceranno albe senz'oro
ora che la tristezza vince le mie notti
e sempre più lontana si spegne
l'invenzione dei sogni...
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L'autore
Aledam
Ho volutamente cancellato precedenti notizie che non giudico più essenziali e che derivavano dal fatto che, sul Web, compaiono Aledam che non son io. Il mio ALEDAM non è che un acronimo tra il mio nome e cognome: ....ale Dam... Sono un milanese ora trapiantato a Monza Scrivo da sempre.
Commenti (1)
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M
Manuela Magi11 agosto 2007
Posso solo dire che la tua poesia è stupenda.Nonostante la tristezza che vi si legge Mi hai fatto sognare.