Tu l'impalpabile del suono
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Così fermo il vento si è zittito
per la tua voce
migrata come un viaggio di entroterre
tra invisibili montagne
e sculture morbide
del rosa -quale aurora nuova mi racconti?
Assentire di chiome
movimenti sussultori
tu mi rotoli dentro
sull’orizzonte del diaframma
Voce,
sfioro il suono
tiro le corde a me
corpo e aria
epidermide oltre la pelle
un caldo tremante
nella notte ingenua che non sa di addii
-ma è lo stesso moto
che porta l’universo chissà dove?
©
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (3)
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Pagu3 settembre 2015
Una notte che non sa di addii, perché è così difficile lasciare. Gran bel testo, una poesia che affascina e coinvolge. I miei complimenti alla brava poetessa che con la sua sensibilità entra nel nostro sentire.
carla composto3 settembre 2015
anche la natura, cosi ben descritta dall'autrice, é silente, quasi per non disturbare un decisione presa o voluta... un sentire che arriva all'anima... sempre la mia lode alla valente poetessa
Francesco Rossi3 settembre 2015
Un insieme di sensazioni che si alternano e si fondono in poetica d'amore.



