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Morte 15 agosto 2007 · lettura 1 min · 2950 letture

Dolore antico

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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E' lì, pietra dura e tagliente, che ti scortica l'anima; è il lago gelido che ti circonda di mille cerchi col tuo volto di bambina, e la tua mano tesa, che afferro, e mi sfugge. E' un sogno senza sonno d'una notte senz'alba, una voce roca che grida il tuo nome nel solco d'una lacrima che scivola con muto fragore. E' la spada che scende, e mi separa dal tutto, e m'avvolge nel grigio velluto d'un antico dolore.
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L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (4)

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Narrazione poetica che porta il lettore a vedere e sentire, tutte le emozioni che vengono dai versi trascritti con lessico e struttura poetica impeccabile!

C
Ciccio8815 agosto 2007

Poesia molto profonda! La morte, sopratutto in una giovinezza, comunque rimane dolore.

Triste15 agosto 2007

”E' un sogno senza sonno... ”direi un incubo, impossibile da dimenticare... ogni verso esprime il dolore un dolore senza fine... che coinvolge anche chi legge...

M
Manuela Magi16 agosto 2007

le tue parole provocano quasi un dolore fisico.E' straordinariamente reale lo stato d'animo che esprime questa stupenda poesia.