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Dialettali 29 ottobre 2015 · lettura 1 min · 2534 letture

Quer Che Conta E'...Er Penziero

carla composto 850 poesie pubblicate
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Er cielo è sempre grigio de sto periodo, la gente è triste ce viè a trovà ‘na vorta l’anno, co ‘n mazzo de fiori sotto er braccio ‘n cartati con pezzo de giornale, magari raccorti nel giardino condominiale. Puro li fiori costeno, non tutti se li ponno permette, quer che conta è er penziero, tenecce drento ar core, stretti stretti co amore, penzà che pe noi c’è sempre er sole, stamo bbene, senza pene, quelle so’ terene. Qui nun esiste er male, er materiale, potemo annà ‘n do ce pare, ce dispiace vedé li nostri cari che piagneno lacrime amare, state tranquilli, noi v’accompagnamo, puro se nun ce sentite v’abbraccicamo, nun semo morti, ve penzamo. Quanno sarà ora ve daremo la mano, in un giorno de primavera sotto la luna... pe nun favve avé paura!
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L'autore
carla composto

Mi è sempre piaciuto scrivere, eredità che mi è stata lasciata da mio padre, per poter trasmettere i miei stati d’animo e sentimenti ... sin da bambina mi sono cimentata in quest’arte per me liberatoria e che non ha ostacoli ... tra realtà, fantasia, voli pindarici... Scrivo poesie, acrostici, haiku, racconti su

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Commenti (15)

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F
Fabio Mancini29 ottobre 2015

Stupenda! Per me è sempre un'emozione leggere il dialetto della mia citta. Oltretutto oltre alla forma, qui c'è molta sostanza, fantasia, ironia e leggerezza.

Luciano Capaldo29 ottobre 2015

Semplicemente meravigliosa. Ripeto la lingua romanesca è soddisfacente al palato ed alla mente, è piena, un suono prolungato ricco di pausa ed enfasi per cui anche questo omaggio ai nostri cari defunti assume una valore diverso, meno pesante più umano quasi. Chiaramente è l'abilità dell'autrice nel donarci questi versi che risalta ancor più il valore della lirica. Che bella.

Anna Rossi29 ottobre 2015

Credo che l'autrice in un modo assolutamente originale e in un dialetto corposo come quello romanesco decanta alcune verità indissolubili, i cari defunti non hanno bisogno di fiori ma di essere ricordati nel cuore di chi li ha conosciuti. Quello che veramente conta è l'amore come unico dono. Bellissima lirica.

Sara Acireale29 ottobre 2015

E' vero, ciò che conta è il pensiero perché i nostri cari defunti sono in un'altra dimensione, dove non c'è più bisogno delle cose materiali, dove finalmente esiste la vera libertà. Forse loro soffrono nel vedere che ci disperiamo se non riusciamo a fare quadrare i conti e da lassù cercano di aiutarci. Bella e originale...

Pagu29 ottobre 2015

Un pensiero originale ai cari defunti scritto con maestria e rispettando la musicalità e armonia poetica. La poetessa stupisce con questo lavoro acceso e brillante che piace subito e conquista fin dalla prima lettura. Ottimo testo, grande fantasia... e i complimenti sono un piacevole obbligo.

Anna Di Principe29 ottobre 2015

Che ricchezza poetica, che spessore creativo in questo testo in vernacolo romanesco. Riflessioni sui nostri cari defunti, ai quali basta un nostro pensiero per ricordarli e portarli sempre nel cuore. Ormai sono nella dimora dello spirito lontano dalle vicende terrene e dalla sofferenza umana. La Poetessa egregiamente verseggia in modo suggestivo di notevole effetto, il mio apprezzamento.

DaviD29 ottobre 2015

Er vernacolo romano è er mejo che ce sia pè parlà co' ironia e co' distacco de li morti nostri. Na vorta l'anno se li ricordamo ma a loro che glie frega, semo noi che s'affannamo!

Umberto De Vita29 ottobre 2015

Beh, è il caso di dire che una poesia per i poveri defunti faccia ridere un po'. E' chiaro che la risatina è soprattutto per il romanesco, un vernacolo molto simpatico anche in questa occasione. la poesia è stupendamente bella e simpatica. Il mio elogio.

Grazia Denaro29 ottobre 2015

Almeno i nostri morti hanno comprensione per noi, pensano a quando verrà la nostra ora, di prenderci per mano per non farci spaventare del trapasso che dovremo affrontare. Stupenda questa discussione che serve a rassicurarci e farci sapere che ci vogliono bene e che anche loro stanno bene, là dove sono andati. Questo ci conforta. Forse noi soffriamo per loro perché non sappiamo niente, mentre loro che ci vedono, saranno contenti se stiamo bene. Una lirica in vernacolo romano, scritta egregiamente, che quasi quasi mi tira di parlarlo anch'io. Lirica apprezzata per contenuto e forma.

Carlo Baroni30 ottobre 2015

una bellissima poesia vernacolare che ironizza con delicatezza sul nostro destino. molto, molto bella e ispirata, i miei complimenti

Maria Luisa Bandiera30 ottobre 2015

è vero, non è l'apparire e la grandezza del vaso posto, ma il pensiero è quel che conta, fosse anche un fiore colto nel giardino di casa... ma anche quello a parer mio dovrebbe esserci sempre e non solo nella commemorazione di novembre... comunque, simpatica lirica, piaciuta...

Rosita Bottigliero30 ottobre 2015

Condivido le magiche parole della poetessa che riesce a far sorridere e dà lezioni di vita in versi così belli. Complimenti

Francesco Rossi30 ottobre 2015

In Romanesco la poetessa la butta li e con ragione, una poesia da leggere, musicale come sempre del resto quando la poetessa si destreggia in vernacolo.

Paola Riccio30 ottobre 2015

Quanta originalità in versi dal sapore vero, non patinato e finto come le frasi sulle immaginette dei santi, la poetessa ci regala un momento di emozione e devozione. .

Eolo5 novembre 2015

Un testo in vernacolo originale e sincero, l'autrice narra con grande simpatia quanto sia importante mantenere vivo il ricordo dei defunti nel nostro cuore, basta un fiore . Brava come sempre.