Tinte d'anima

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"stringo il cuore in pugno/ed attendo scenda dell'oscurità/il velo" Questi tre versi (secondo il mio parere) racchiudono il cuore della poesia. È una lirica introspettiva molto profonda che fa riflettere. L'anima si sente prigioniera ma madre notte, col suo mantello compre ogni imperfezione. Nell'oscurità della notte vengono sciolti i nodi che tenevano prigioniera l'anima. Sono pausa di riflessione questi versi, ricerca di un un senso impossibile delle cose, sono strani pensieri che girano per la mente...
La notte che allenta il nodo che ci lega e ci toglie la libertà di sognare... versi eleganti liberatori che provocano forti emozioni mio plauso al bravo autore
Eccellenza in versi nell'originalità poetica delle immagini, lasciano che lo sguardo scorra piano nell'evolversi della sera che si mostra (e ci mostra) scivolando lentamente nella notte... ma è un'altra sera ed un'altra notte che, parallelamente, l'autore ci disvela, quella della propria anima, quella del proprio sentire. Metafore che si sussegono con armonia, che degradano con eleganza e, senza scossoni, ci conducono nel percorso del volo linguistico ricco ed originale per approdare a quella strofa finale che fa da suggello alla splendida introspezione. Una perla: "scrolla corde/fraseggi senza fondo/come una chitarra/il brivido del legno"



