L'immagine ripugnante della morte
La morte non ha occhi, ma ci vede,
la morte non ha orecchie, ma ci sente,
la morte non ha forza, ma possiede
il dono di un potere onnipossente.
Propaga lutti e ciò non gli e ne duole
per quel potere alla tragedia incline,
decide Come, Dove e Quando vuole
il Giorno e l’Ora della nostra Fine!
La falce eternamente insanguinata
uccide giorno e notte senza sosta,
sospinta da una rabbia incontrollata
recide tutto ciò che gli si accosta!
...
Così ce l’hanno sempre presentata
in mille e mille immagini dipinte,
la morte, sempre tesa, allampanata,
con le sue vesti pallide, succinte.
Vederla con la falce sempre pronta
a sterminare vittime innocenti,
arreca un senso laido, come un’onta,
con brividi interiori repellenti!
La raffigurazione tramandata
è quella di uno scheletro d’orrore,
sui testi, invece, viene menzionata
col titolo di Tristo Mietitore.
In verità la morte in veste umana,
col saio nero, lungo e lapidario,
è solo una figura truce, arcana,
creata ad arte dall’immaginario.
A noi non ci interessa da vicino,
ci riteniamo immuni dalla Morte ...,
...finché la mano bieca del Destino
non ci conduce presso la sua corte!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (1)
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stello cutroneo15 febbraio 2016
Bel componimento pur di una figura retoricamente orribile che nessuno di noi vorrebbe incontrare ma che, sappiamo, ci toccherà comunque. Piaciuta tanto, complimenti.