Di altri mondi

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (3)
Eterea lirica, che richiama mondi lontani, vicini al sogno. Si esalta nella magnifica chiusa. Ottimo lavoro...
Molto bella. Il filo conduttore è il parallelismo tra interiore ed esteriore e la scelta di "puntare" sulla verità che nella quietudine dell'anima si staglia sempre. Dal punto di vista tecnico mi si consenta di sottolineare, nei primi versi, quello sguardo in antitesi volto ad altri mondi e poi al proprio interiore (rafforzato quest'ultimo dal termine "tocchiamoci" quasi a concretizzare la necessità dell'azione). Ottimo piccolo chiasmo (pinnacoli- lucenti\altri mondi) e la sinestesia ben strutturata con l'uso di parole appropriati quali "pinnacoli\lucenti\esplose\tocchiamoci", così come "iride quiete" e successiva similitudine enfatica "come il silenzio". Ed a chiudere, non sfuggono allitterazioni e paronomasia di sdrucciole in chiusa.
"Caleidoscopico è il vero"...mi soffermo su questo interessantissimo verso dove l'affermazione quanto mai giusta è affidata ad una immagine, quella del caleidoscopio, che ne rappresenta la molteplicità degli aspetti e forse l'impossibilità che del vero se ne possa avere o dare univoca visione.


