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Impressioni 22 settembre 2007 · lettura 1 min · 8840 letture

Narciso

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Cosa di te, se non insano venerar te stesso, nella disperata agonia che Nemesi ti destinò; e lai, che lo spregiato cuor d'Eco trafitto ripete nella cieca selva. Invano ti cercheran le Naiadi, poi che di Stige solcherai le torbide acque, che rifletteran non il bell'apparir, ma il fangoso spirto che non seppe amar. E lacrime d'infelice ninfa scivoleran sulla caduca bellezza d'un fior reclinato.
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Per la poesia a tema sul Narciso del Caravaggio

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (7)

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B

è sapiente è colta è intrigante..forse molto ritrattistica ma mi piace..sembra di poter vedere l'opera dipinta... col cuore

M
Mara6022 settembre 2007

Colta, chiaro scuro in rime che sembrano uscire dal pennello del Caravaggio. Bella, affascinante

I
Il Massimale22 settembre 2007

Una poesia valida, molto bella, eccezionali collegamenti al passato... Un lessico pregiato!

A
Anna Legittimo22 settembre 2007

i riferimenti epici sono davvero notevoli...

bellissima interpretazione del tema, profonda nel suo significato monitorio. Molto apprezzata la chiusa!

M
Manuela Magi24 settembre 2007

decisamente composizione di alta poesia.Hai pennellato le parole di magici colori.Il tuo lessico mi ha affascinato.

C
Colomba27 febbraio 2012

Poesia epica, mitologica, dalle metamorfosi di Cicerone, in cui l'autore sa interpretare la morale dello scrittore latino, la nascita di Narciso, figlio delle acque, bellissimo, la sua vita trascorre tra intrighi, presagi, vendette, come voleva essere la mitologia greca, in cui gli dei si mescolavano agli umani, odiavano, punivano, uccidevano, si innamoravano, aiutavano, come fanno gli umani, (l'ODISSEA, L'ENEIDE),Narciso che sa amare solo se stesso, escludendo gli altri, da questa lettura nasce lo studio psicoanalistico della SINDROME di NARCISO. Piaciuta, complimenti poeta!