Da queste mani mi desto
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
+ Segui

Da queste mani mi desto
cogliendo grani di calicanto.
Porpora e giallo
la giostra, dove
muore il sogno mai nato.
Si illumina il caos ormeggiato alla pelle
la vita appare un frammento da staccare
-sono anch’io
particella, uno e tutti-.
Cerco il vortice caldo
nelle bocche del cuore.
Supero l’attesa, la salvezza
è rivolo giù per il muro.
Un attimo un salto, volo fragile
un discernimento palpebrale:
per l’alba faccio parte dell’incanto.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (4)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Merlino10 ottobre 2016
un testo molto ben strutturato nei suoi versi con immagini eleganti e precise, davvero un gran lavoro
Luciano Capaldo10 ottobre 2016
I testi della poetessa sono sempre particolarmente attraenti non solo per la capoacità del verbo quanto anche per le immagini che ti catapultano in un mondo parallelo; quello dell'anima, un'anima accorta e severa. Complimentissimi
Pagu10 ottobre 2016
Fascino e mistero... tutto attrae in questo lavoro, così particolare, forse molto personale, che non si può non amare. È complesso l'universo della poetessa, talmente profondo da rimanerne incantati. Sempre di più.
carla composto10 ottobre 2016
una particella ...un modo... l'universo, incantata per tanta bravura elogio sincero




