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Riflessioni 10 ottobre 2007 · lettura 1 min · 3604 letture

Classismo

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Criticarmi t'è d'uso, poiché, sostieni, disdicevol al medico mescolarsi al volgo, e preferir semplice desco al tuo, pari mio. Perdona, spocchioso amico; ma desinar con te è ammuffir nel vecchiume. Abbandona l'ubbie antiche; tra i semplici è la vita.
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Secondo alcuni, le persone si giudicano in base a laurea e censo.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (5)

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Rasimaco10 ottobre 2007

in un lessico oserei definire stupendamente raffinato una grande verità!

F
Francesca Coppola10 ottobre 2007

In uno stile un pò antico, l'autore ci consegna una grande verità, le persone si conoscono per quello che sono e non per quello che hanno.

A
Anna Legittimo10 ottobre 2007

Versi e lessico ricercati, perfettamente assimilati dall'autore, con i quali denuncia un sentire comune. Poesia che ha lo stesso spessore de ”La caduta” del Parini.

Giovanni Monopoli10 ottobre 2007

poesia molto raffinata che nel suo lessico anticheggiante rivela una constatazione reale che deve far riflettere perché a volte si giudica una persona per quel che fa e non per quel che è... perdendo l'umiltà del pensiero

M
Manuela Magi10 ottobre 2007

Una profonda riflessione che totalmente.L'autore è un grande nel trasformare in versi ciò che della vita è discutibile.L'anima della persona non ha bisogno di titolazioni.La rileggerò, è splendida.