Bambino malato
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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E' sempre coinvolgente il contatto con l'aggressione che il male può provocare.Anche se per professione non diventerà mai abitudine soprattutto se si è impotenti alle volte.
Rime che lasciano trasparire l'angoscia di un uomo che non si nasconde sotto una professione.
L'umanità coinvolge chiunque, nella sofferenza in particolare dei bambini, prova d'amore e immedesimarsi negli altri grande sensibilità di un professionista come l'autore.
I limiti del ”medico” si incontrano con l'umanità dell'uomo che è in lui per donare la speranza della vita. L'autore ci rende partecipi di situazioni difficli, inducendo riflessioni sul grado di importanza di ogni cosa.

