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Riflessioni 11 ottobre 2007 · lettura 1 min · 4779 letture

Bambino malato

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Madre impaurita, ti stringi a lacrimar angoscia; travolgi le difese mie, non più medico, ma semplice uomo. T'accarezzo; lunga, snervante battaglia salvar tuo figlio. Ma, altra via non c'è per arrivar all'alba, se non attraversar la notte.
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Bambini malati, dolore di genitori, angoscia di medici

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (4)

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M
Manuela Magi11 ottobre 2007

E' sempre coinvolgente il contatto con l'aggressione che il male può provocare.Anche se per professione non diventerà mai abitudine soprattutto se si è impotenti alle volte.

M
Mara6011 ottobre 2007

Rime che lasciano trasparire l'angoscia di un uomo che non si nasconde sotto una professione.

L'umanità coinvolge chiunque, nella sofferenza in particolare dei bambini, prova d'amore e immedesimarsi negli altri grande sensibilità di un professionista come l'autore.

A
Anna Legittimo11 ottobre 2007

I limiti del ”medico” si incontrano con l'umanità dell'uomo che è in lui per donare la speranza della vita. L'autore ci rende partecipi di situazioni difficli, inducendo riflessioni sul grado di importanza di ogni cosa.