La falce insopportabile della morte
La morte non ha occhi, ... ma ci vede.
La morte non ha orecchie, ... ma ci sente.
La morte non ha forza, ... ma possiede
il dono di un potere onnipossente!
Propaga lutti e ciò non gliene duole
per quel potere alla tragedia incline.
Decide COME, DOVE e QUANDO vuole
il GIORNO e l’ORA della nostra fine!
La falce eternamente insanguinata,
uccide giorno e notte senza sosta,
sospinta da una rabbia incontrollata
recide tutto ciò che gli si accosta!
Non ha alcuna pietà, all’improvviso
arriva e si comporta in modo truce,
ci porta via senza alcun avviso ...
e nel suo regno eterno ci conduce!
La morte è una tragedia ... lo sappiamo,
persino nel parlarne la evitiamo,
perché noi tutti assai timor ne abbiamo,
eppure, qualche volta ... la invochiamo!
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L'autore
sergio garbellini
Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d
Commenti (1)
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Alberto De Matteis30 novembre 2016
Solo la morte rende tutti uguali. E come ben osserva Orazio, la pallida morte batte con egual piede alle capanne dei poveri e alle torri dei re. Una poesia triste ma tanto vera e dovrebbe far tutti riflettere.
