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Riflessioni 21 dicembre 2016 · lettura 1 min · 1238 letture

I figli di Aleppo

Rita Stanzione 1941 poesie pubblicate
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Hanno smesso i sorrisi e anche il pianto i bambini di Aleppo. Lacrime e sorrisi, per sgorgare vogliono case di libertà e pane profumato, vogliono giochi di bambole e di speranze corse nei prati non violati. I figli della guerra camminano sui fumi e sulle pietre aride quando non vengono traslati oltre la paura. Guardano frantumarsi la pace, hanno imparato come muoiono i sogni insieme ai cari. Ai piccoli fratelli lasciati a terra con gli arti mancanti e gli occhi con l’ultima scintilla che arde vita. Hanno perso di vista gli angeli custodi hanno visto in cielo un fuoco che non scalda e il gelo scendere, cupo e vasto. In tanti hanno disegnato resti sventrati, nel non colore. Mandano segni, stanno aspettando sotto le porte della cattività.
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Poesia pubblicata nell'antologia "Aleppo c'è", Kipple Officina Libraria - 2017

L'autore
Rita Stanzione

Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.

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