L'inchino delle spighe
Andrea Palermo
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Tra gli smeraldi nei declivi spersi,
ove in quei gesti amati assidui
ti confondevi nei riverberi attigui,
per quei cieli che sembravan tersi.
Negl’infranti passi sull’inchino di spighe,
schernivi l’silenzio che prima taceva
e sfidar l’oblio che da esso si ergeva,
feriva l’cuore tuo nelle sue fragili righe.
Così t’aggrappavi alle follie del vento
che sospirava tristezza, non un lamento,
e spietato svaniva per quelle valli amate
tra le ombre dei meli e le voci rubate,
e l’affiorar del ricordo che osa ribelle
trapassa la luce e va morir sulla pelle.
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Andrea Palermo
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