Non sapevo
Rita Stanzione
1941 poesie pubblicate
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Si sono aperti i rubinetti della luce
fiotti dai boschi, perfino, corrono a me
in questa piccola poesia- guanciale.
Ti chiamo taglio che inverte il fiato
marmoreo istante, plasmo -clic
e studio l’estetica del lampo
quando finisce e stende, sulla pietra.
Potrei spingermi in un giudizio artistico
levigandoti in mille forme
muscoli in lavorio, sudario ripiegato
mentre pensi, scrivi, voli e un brivido s’irrora
in seta. Spazia tra i corpi. Smette di pensare.
Un angolo diventa linea, la linea
asseconda -mi fa un cenno, la tua mano
che sa di nido. Sa che sono lì, da sempre.
Non sapevo, io, di aver giurato.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
Commenti (1)
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carla vercelli28 febbraio 2017
Quanta bellezza in questi versi in una sintesi mirabile tra natura, amore, arte! Un giuramento all'eterno che grazie alle improvvisazioni poetiche in work in progress della Poetessa, diventa molto coinvolgente. Flash di un amore il cui stupore è ancora intatto. Molto apprezzata!

