Senza Timore
Giuseppe Buro
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Hai bevuto da un fragile bicchiere
da una coppa di fragile cristallo,
ami la vita non sei intramontabile,
sei sostanza di sogni andati persi.
Sono il poeta senza timone vago con
la grazia del sapere, dalle tue mani capricci
di pensieri, vaghi ricordi diletto canto poi
carezze sulla pelle come saette.
Lungo le pareti ti inoltri fin nel bosco,
con in mano la religione del sapere,
leggi e fai le carte con amena bellezza,
nello sciogliere le trecce sei un incanto.
Come racconti andati persi anelo i gesti
che mi liberano la mente, ancestrali ricordi,
ora ti chiedo, raccontami le cose che non trovo
non dirò nulla di me, fuorché ti amo.
©
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