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Fiabe 3 novembre 2007 · lettura 1 min · 3687 letture

Favola triste

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Occhi sgranati, in un pianto che par di gatto; pelle grinza su povere ossa, tesa d'enorme addome. Strazio dell'anima, piccolo astro d'Africa, che muore. Vedrai il domani, a cagion di scienza; ma cosa di te, quando più non potrò cullarti? Vorrei raccontarti d'un'isola che non c'è, ove crescer le tue speranze, libero d'esser uomo. Ma il lacrimar mi tradisce, piccola stella che non avrai il tuo cielo.
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Centro profughi di Utegi, in Tanzania; sono passati sei anni, ma la ferita dentro me...

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (3)

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M
Mara603 novembre 2007

Come dice il titolo, una favola triste; versi amari, carichi di umano dolore, di compassione, per bambini che non possono credere alle favole. Grande emozione

M
Manuela Magi3 novembre 2007

I bambini si dovrebbero addormentare sempre ascoltando una fiaba e non morendo di fame.L'autore con il suo dedicarsi al prossimo e raccontandoci le sue esperienze coinvolgenti ci regala un pò del suo animo nobile.

Triste3 novembre 2007

”Piccola stella che non avrai il tuo cielo” Una favola triste, senza lieto fine... nè vincitori ma dove il vero sconfitto è l'Uomo.