La mia casetta
Peppe Cassese
2168 poesie pubblicate
+ Segui

La mia casetta è tutta in faggio antico
un legno assai pregiato e resistente
l’ha fatta il mio papà in un bel niente
assieme a Peppe Manco il meglio amico.
E grande che più enorme non ce n’è
un solo ambiente giusto sei per tre.
Ha tre finestre ampie ed un oblò
che da’ sul lato notte sul comò.
In fondo vedo il mare azzurro cielo
a destra la montagna e un grosso melo
in basso la mia valle preferita
bagnata dal suo fiume ed è infinita.
E dentro voi direte cosa c’è?
C’è tutto quello che più piace a me.
Un tavolino piccolo e un lettino
tre sedie uno sgabello e un comodino.
Un grande specchio azzurro alla parete
e una cassetta magica sapete
dove ci metto tutte le mie cose
i giochi tante carte e due gazzose.
Ci vado ogni mattina e un poco a sera
d’estate e a volte anche in primavera
d’autunno quando il sole è un po’ robusto
d’inverno la domenica l’aggiusto.
E il mio rifugio atomica formica
dove riposo dopo una fatica
il mondo senza il dubbio dei perché
che trovi in via Foresta ventitre.
Voi dite: “Ma che c’è di tanto bello?
E’ come tante altre sbarbatello!”
Io ve lo dico... mosca e non fiatate.
E’ il mio segreto... voi mi assecondate?
Questa casetta che è soltanto mia
è dentro la mia testa: che magia!
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Peppe Cassese
Commenti (1)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Mina Cappussi11 giugno 2017
Eco bambina, quella di Peppe Cassese, che sembra raccontare, sulle ali dei ricordi, la casetta dell’infanzia costruita dal papà e al “meglio amico” di questi, con un dialettismo che rende il verso più pieno e lo avvicina al lettore, già calato nell’atmosfera magica del mondo bambino. Il poeta si vede piccino, scrive completamente catapultato in quel mondo lontano che affiora concreto e tangibile. Torna l’adulto nel finale: archiviati i ricordi dorati dell’infanzia, la casetta si rivela una proiezione mentale, accarezzata e sognata nell’intima profondità dell’essere: “Questa casetta che è soltanto mia/ è dentro la mia testa: che magia!”

