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Fiabe 11 giugno 2017 · lettura 2 min · 1718 letture

La mia casetta

Peppe Cassese 2168 poesie pubblicate
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La mia casetta è tutta in faggio antico un legno assai pregiato e resistente l’ha fatta il mio papà in un bel niente assieme a Peppe Manco il meglio amico. E grande che più enorme non ce n’è un solo ambiente giusto sei per tre. Ha tre finestre ampie ed un oblò che da’ sul lato notte sul comò. In fondo vedo il mare azzurro cielo a destra la montagna e un grosso melo in basso la mia valle preferita bagnata dal suo fiume ed è infinita. E dentro voi direte cosa c’è? C’è tutto quello che più piace a me. Un tavolino piccolo e un lettino tre sedie uno sgabello e un comodino. Un grande specchio azzurro alla parete e una cassetta magica sapete dove ci metto tutte le mie cose i giochi tante carte e due gazzose. Ci vado ogni mattina e un poco a sera d’estate e a volte anche in primavera d’autunno quando il sole è un po’ robusto d’inverno la domenica l’aggiusto. E il mio rifugio atomica formica dove riposo dopo una fatica il mondo senza il dubbio dei perché che trovi in via Foresta ventitre. Voi dite: “Ma che c’è di tanto bello? E’ come tante altre sbarbatello!” Io ve lo dico... mosca e non fiatate. E’ il mio segreto... voi mi assecondate? Questa casetta che è soltanto mia è dentro la mia testa: che magia!
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Commenti (1)

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Mina Cappussi11 giugno 2017

Eco bambina, quella di Peppe Cassese, che sembra raccontare, sulle ali dei ricordi, la casetta dell’infanzia costruita dal papà e al “meglio amico” di questi, con un dialettismo che rende il verso più pieno e lo avvicina al lettore, già calato nell’atmosfera magica del mondo bambino. Il poeta si vede piccino, scrive completamente catapultato in quel mondo lontano che affiora concreto e tangibile. Torna l’adulto nel finale: archiviati i ricordi dorati dell’infanzia, la casetta si rivela una proiezione mentale, accarezzata e sognata nell’intima profondità dell’essere: “Questa casetta che è soltanto mia/ è dentro la mia testa: che magia!”