Il canto della musa
Cosa è questa smania che si chiama poesia?
Si è manifestata in maniera silenziosa.
Ha invaso ogni cellula selezionando emozioni
e sentimenti, ora dolci, ora violenti, captati
da un magnetismo cerebrale che non concede requie.
Riflessi spontanei persi nell’infinito della
conoscenza, condensato di sensazioni, lampi
e luci compressi in spazi troppo angusti
desiderosi di essere esternati, creano legami
con gente in affinità elettiva e abbattono
le barriere dell’incomunicabilità passiva.
Hai dato corpo hai miei sogni reali e irreali.
Con te ho imparato ad amare il creato
nella sincerità del sentimento e dell’amicizia.
Ti ho cercata nel profumo dei fiori, nella
magnificenza dei ghiacciai, nell’orrido dei
burroni e nel sudore della fatica.
Ti ho trovato nello sguardo incantato
dell’aurora e del tramonto coronato.
Mi hai donato sollievo quando la pena e il
dolore sembravano insopportabili giganti.
Attraverso la penna urlo la mia rabbia,
dipingo, piango e rido esaltando
l’arte più eclettica e trasformista.
©
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L'autore
Morini Gianfranco
Le sue prime raccolte di poesie (“Riflessi dell’occhio e della mente”,“Scampoli dell’iride” e “Un fiore tra le stoppie”) tendono alla ricerca della perfezione della lingua. In esse l’autore cerca di coglierne la musicalità, il colore, il valore delle espressioni dettate da stati d’animo intensamente vissuti in situaz
Commenti (1)
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S
Sburtobross5 novembre 2007
l'autore esprime con grande efficacia il rapporto che intercorre tra la poesia e il poeta.Poesia come panacea, valvola di sfogo, o lente di ingrandimento che solo il poeta ha... mai un esercizio di stile.