Violenza assistita
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
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Poesia breve, triste, d'aspra denuncia sociale, da cui traspira la profonda pena dell'autore per tante realtà disgregate.
impersonificando un bambino (dei tanti purtroppo) che assiste alla violenza sulla madre, l'autore lancia il suo messaggio forte, ma che ci rende tutti impotenti!
Una grande poesia.L'autore ci trasporta nei tunnel della disperazione con parole giuste e di sicuro impatto.Magistrale
reca brividi questa poesia denucia un tema molto attuale... ma cosi antico... si puo' sempre cambiare in maniera dlicata e diretta
Tema incandescente, fa male leggere questi versi, si è percorsi da un dolore profondo.Forte la consapevolezza impatta con l'anima del lettore. Una poesia che trasmette una triste e dolorosa realtà
poche parole, pochi versi per denunciare in modo molto sentito una violenza che poco sale in superficie e che molti danni procura, molto toccante e diretta.
è superfluo rimarcare il grande significato di queste parole che devono ispirare ad una riflessione su di un malanno esistente... purtroppo



