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Sociale 6 novembre 2007 · lettura 1 min · 5875 letture

Violenza assistita

Paolo Ursaia 1236 poesie pubblicate
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Forse, s'io fossi migliore, urla e botte non sentirei; fossi grande, ti fermerei, snaturato genitore. E se fossi un gran mago, ti salverei, o madre. Ma niente posso, se non crescer malato, come te, o padre.
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La "violenza assistita" è una forma di maltrattamento psicologico che il bambino subisce quando viene esposto alla violenza nei confronti di una sua figura di riferimento, come la madre. I danni, purtroppo, ci sono sempre, e portano spesso alla formazione di un futuro adulto violento.

L'autore
Paolo Ursaia

Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con

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Commenti (7)

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M
Mara606 novembre 2007

Poesia breve, triste, d'aspra denuncia sociale, da cui traspira la profonda pena dell'autore per tante realtà disgregate.

Zima6 novembre 2007

impersonificando un bambino (dei tanti purtroppo) che assiste alla violenza sulla madre, l'autore lancia il suo messaggio forte, ma che ci rende tutti impotenti!

M
Manuela Magi6 novembre 2007

Una grande poesia.L'autore ci trasporta nei tunnel della disperazione con parole giuste e di sicuro impatto.Magistrale

E
Edark6 novembre 2007

reca brividi questa poesia denucia un tema molto attuale... ma cosi antico... si puo' sempre cambiare in maniera dlicata e diretta

M
Maria Francesca6 novembre 2007

Tema incandescente, fa male leggere questi versi, si è percorsi da un dolore profondo.Forte la consapevolezza impatta con l'anima del lettore. Una poesia che trasmette una triste e dolorosa realtà

Rossodisera6 novembre 2007

poche parole, pochi versi per denunciare in modo molto sentito una violenza che poco sale in superficie e che molti danni procura, molto toccante e diretta.

Giovanni Monopoli6 novembre 2007

è superfluo rimarcare il grande significato di queste parole che devono ispirare ad una riflessione su di un malanno esistente... purtroppo