Cantilena D'Estate
Giuseppe Buro
234 poesie pubblicate
+ Segui

Si fece largo il mio sogno tra spine dorate
camminò piano il sole e nel divenire divenni
preda di uccelli rapaci, il cielo sembrava calarsi
fino a toccare il mare.
Poi una cantilena venne ad allietare la sera,
una calma apparente su nel borgo, un frinire
scosse le case era il preludio di una tempesta.
Mi diede la mano stringendola forte era come
un’ultima volta, nessuno parlò, il cielo ascoltò
quel lungo lamento lungo la schiena era dolore.
Poi t’acque ogni cosa l’anima sua cercava la mia
ero preso da mille pensieri, fissai i suoi occhi
lei piangeva, mi abbracciò forte e se ne andò.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Giuseppe Buro
Commenti (0)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
Ancora nessun commento. Scrivi il primo!
