Ombre
Paolo Ursaia
1236 poesie pubblicate
+ Segui
Ricordo tua madre,
in muto colloquio
assorta,
su quella sedia,
ormai divelta.
Ti raggiunse presto
nell'ultima dimora,
donde m'osservano
gli occhi tuoi,
mentre vado a trovar
mio padre.
Crebbi,
sfiorandoti con un fiore
i morbidi capelli,
quelle labbra carnose,
ancor d'adolescente,
su cui un giorno,
non è illusione,
vidi nascere un sorriso.
Ti troverò,
tra le ombre,
ad illuminar la strada.
©
Tutti i diritti riservati. L’opera è protetta dalla Legge 22 aprile 1941 n. 633 sul diritto d’autore: è vietata la riproduzione, anche parziale, senza il consenso dell’autore.
L'autore
Paolo Ursaia
Romano, classe 62, medico anestesista rianimatore. Rimasto orfano di padre molto presto, e molto presto costretto a guardare la realtà con occhi disincantati, attraversa la vita come un osservatore spesso muto e distaccato, non condividendo molti dei miti attualmente in auge. Impegnato nel sociale vero, vi agisce con
Commenti (3)
Accedi per lasciare un commento.Accedi
M
Mara6012 novembre 2007
Poesia dolcissima, commovente, semplice nella sua struttura, e per questo ancora più diretta, coinvolgente
M
Manuela Magi12 novembre 2007
Dolcissima nella sua profonda tristezza.La morte pur facendo parte della vita, spesso è ingiusta inaspettata e difficile da accettare.L'autore ancora una volta ci lambisce il cuore con le sue rime.
Rossodisera12 novembre 2007
una dolcezza struggente pervade questa poesia, delicata come un fiore che arriva dritta al cuore del lettore.

