Ricordi Ormai Perduti
Giuseppe Buro
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Che mi seppelliscano accanto ai miei ricordi,
che mi lascino accanto a un albero maestoso,
sulla nave dei pirati tra le onde e le risacche.
Nudo come una foglia secca senza ossigeno,
e, si nasconda questo corpo tra le luci della sera,
tra le onde di mattina quando il sole si fa caldo.
Questa terra non assorbe la sostanza cristallina
di poeti andati persi nel silenzio della sera,
tra i passeri perduti nei bisogni colorati tra le
siepi ormai seccate.
Voglio essere lo stesso che guardava quell’amore,
che scendeva tra le valli e nei rivoli del tempo
nelle sere colorate, quando l’alba era passata
e l’aurora s’affrettava.
Questi versi di misteri son bugie e son chimere,
sono grilli della sera che cantano alla luna,
si osservi e si consoli la rondine s’attarda,
rientrare nel suo nido del suo piccolo ha premura,
vuole un verme da mangiare.
Mi sto zitto e guardo il corpo, uno specchio mi riflette,
sono figlio del mio tempo nell’attesa tremo e scappo,
non risiedo in questo tempo, sono un essere gravoso,
do peso a tanta gente la mia pelle si consuma.
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Giuseppe Buro
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