Tempeste
Giuseppe Buro
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Questa sera cosa ne sarà delle costellazioni,
quando sul mio corpo si stenderà la luna e
se le carezze saranno assenti o distanti cosa
resterà della mia carne.
A volte non le percorro per intere le strade
dei miei sogni e che ne sarà dei versi se
nessuno mai li legge, resteranno dei segni
senza senso su questo foglio.
Cavalli selvaggi attraversano la valle, nitriscono,
scalpitano, perché ancora secerne linfa questo
sangue, che circola in un amore senza senso e
distruggo la distanza quando manca il senso.
Le mie tempeste le lascio al vento e nelle tue mani
lascio questo cuore, completamente esposto alle
reliquie misere che nascono all’alba, ricordati
che ancora vive questo debole cuore nelle tempeste.
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