Amore nella Steppa
Giuseppe Buro
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Sento un tumulto come di cascate
che giù dal monte impetuose scendono
a valle, un tintinnio di sonagli si avvicina
alla mente di sera.
S’avvicina costante come cane che latra
e straccia le carni, brividi nel corpo
scuotono come vento le foglie mosse.
Batte l’aia e scuote la steppa lo scirocco,
colpa dell’essere imperfetto che in me
si staglia, tu signora della sera vieni
in mio soccorso.
Vieni leggiadra, per la steppa vai da sola,
quel vento non placa il cuore
che all’impazzata corre come forsennato,
brama il tuo corpo, vuole l’amore.
©
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Giuseppe Buro
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