Verso il Mare
Giuseppe Buro
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Lungo l’argine seduto guardavo
verso il mare, conoscevo la natura
ascoltavo tanti suoni, l’orizzonte
era precluso per tante foglie intorno.
Sul finir del giorno quella luce rifletteva,
sul quel mare burrascoso la tua stella
mi appariva.
Quando bello era il tramonto, di più
lo scroscio d’acqua che insisteva tra
due sassi, il canto degli uccelli che
piumati s’attendeva.
Lungo raggio all’imbrunire ogni suono
si elargiva, le orecchie già in ascolto
che bel suono si sentiva.
Tu schiumosa dolce e cara che disseti
tanta gente, fai dei salti e le cascate
un rumore si gentile che l’ebrezza
fai volare.
Questo cuore l’esistenza, la mattina
già inoltrata or mi avvio verso casa,
dolce canto con me porto, dello scroscio
e delle foglie, la frescura che mi avvolge,
tanti uccelli melodiosi.
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Giuseppe Buro
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