Affacciare ali
Rita Stanzione
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Mi metterei fino all’epifania
ad ascoltare i legni
donandosi bruciare
dentro muri di pietra il cuore
nel non sentire i campanelli.
Hanno portato nastri d’oro
e vino, sarà comunque festa e chi
non si stupisce della luce spezzata
rompe noci e gioisce
al dubbio dei contrasti:
la notte quieta -sembra
sotto una stella insanguinata
d’oppio e sorrisi, ch’è fin troppo facile
“l’amore è dentro te” se un nodo
di dialoghi e silenzi implode
idealizzato in verbi all’infinito
-sentire, cogliere.
Ma bisogna affacciare
ali, liberare, correre.
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L'autore
Rita Stanzione
Scrivo perché il tempo e lo spazio possano dilatarsi, contenere la libertà d'essere.
La bacheca della poesia
Le sensazioni lasciate dai lettori.
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Magistrale... (Peppe Cassese)
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Commenti (1)
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Galante Arcangelo15 febbraio 2018
Bellissimo e prezioso componimento che lascia la gioia nel cuore del lettore, in seguito al messaggio positivo di una sentimentale necessità, al fine di aprire completamente le ali dell’anima, alla bellezza della vita. Assai apprezzabile l’introspettiva riflessione dell’autrice, sottolineata nella chiusa emblematica, scritta ad avallo del profondo decanto: “Ma bisogna affacciare ali, liberare, correre”. Complimenti!

