Ricordi di un Tempo
Giuseppe Buro
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La mia voce chiama le stelle che raccolte
cercano lontano, se senti questa voce
l’altra parte del creato s’avvicina lentamente,
si libra in un abbraccio questo corpo senza amore.
Non nascondo i graffi e le tue impronte,
amore tempestoso che nei versi mi mostri
il freddo inverno, solitario e rinnegato,
nelle ombre di riflessi, troppo tempo accantonati.
Che sciocco sono stato, come semplice arrotino
entrai in casa tua, non scalai le tue mura
evanescenti, alla vista di quel sogno, vasto
mare e pochi scogli, infinito quando basta.
Si racchiude l’infinito in un vortice silente,
se guardo nello specchio mi rivedo ancora in te,
i sogni son fiammelle, il calore del tuo corpo
sempre pronto nell’abbraccio, accarezzi la mia
fronte nello sguardo che si perde.
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Giuseppe Buro
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