La luna e Tu
Giuseppe Buro
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Si veste luna col velo da sposa
tuoni e tempeste si scagliano in cielo
parto e lontano osservo ogni cosa,
mi tocco le mani mi mordo la lingua.
Prima che faccio ritorno la paura mi
entra nel cuore, tu mi dai tristi presagi,
tremi e le gambe sono deboli appigli.
Lentamente attraversi la mente e quel
ponte si muove nel vento, riflessi insolenti
in dolci risvegli, nudo vestito mi sento
finito.
Ardente la fronte scotta e mi bagno,
come la rugiada che appanna la vista,
è la mia vista vacilla all’istante non vedo
le case non distinguo più nulla.
Continuo lo sforzo, mi accosto vicino è
quasi mattino, ti vedo giocare, continua
la vita, sei ancora mia.
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