Il Bavero
Giuseppe Buro
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Su quel bavero la sera persi le mie attese,
si fermò quella carezza e la brezza scivolò
lungo le braccia, non sortì l’effetto voluto,
l’abbraccio in verità cadde ferito.
A strapiombo l’attesa ferì quel cuore solo,
svanì di colpo in un silenzio surreale,
a volte meteore sono i silenzi senza senso,
lunghi meriggi si perdono nelle attese.
Alcuni trovano i pensieri stando soli
altri in cuori solitari, si perdono ad aspettare
il niente, raccolti nell’abbraccio dell’immenso,
sembra presa dall’Eterno la sostanza.
Andamento tra l’estasi e sogno era così
che amavo il mondo, cosa importa alle stelle
se il cuore langue e della mente che rimane
forma o pensiero?
Lei sostituiva l’attesa con la preghiera e il tempo
a volte svaniva tra le mura delle case, nei vicoli
innevati riappariva il sole, ora nel conteggio
dei giorni i pensieri coprono il cuore.
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Giuseppe Buro
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