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Ribellione 22 febbraio 2018 · lettura 2 min · 1059 letture

Quel traguardo ci vede già sconfitti

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sergio garbellini 2777 poesie pubblicate
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Morire? Ma perché dobbiam morire e dopo che nel corso della vita abbiamo fatto tanti sacrifici? E’ questa una sentenza assai sgradita! La decisione non mi sembra giusta, perché se una persona ha lavorato per quarant’anni merita il diritto d’avere un tempo lungo e riservato per riposarsi e per godere almeno per altri quarant’anni l’esistenza! E’ veramente un ingiustizia ingrata lasciar la vita quando l’esperienza vissuta con gli errori del passato ci serve dopo per gustare appieno il resto della vita in santa pace godendo la vecchiaia a tempo pieno! E, invece, volontà preponderanti c’impongono un traguardo limitato ..., ottanta- novant’anni e poi l’oblio ..., col nome nostro che vien cancellato! Davvero una terribile sentenza non condivisa da nessun mortale e contrastata in modo virulento perché risulta troppo micidiale! Dobbiamo lavorar tutta la vita ed aspettare il giorno della morte? Mi sembra una sentenza disumana, contesto tutto ciò urlando forte! Bisogna lavorare per morire? Allora mi rivolgo al Padreterno: “Qual è il vero scopo della vita? Tu non possiedi alcun amor paterno! Noi siamo i figli e Tu sei nostro Padre e quindi come legge naturale dovremmo accompagnarTi al cimitero, ma l’immaginazione è surreale, perché purtroppo hai previsto questo ed ora assisti alla nostra morte del tutto indifferente come sempre, perché decidi Tu la nostra sorte! ” E’ vero siamo poveri mortali, pertanto dobbiam solo sottostare a questa dura legge celestiale che impone di doverci assoggettare al criptico mistero della vita e come soldatini coscienziosi dobbiamo rispettare questo dono, ma senza aver pensieri irrispettosi! La nostra è una missione misteriosa e priva d’ogni logica ragione, perché non siam padroni di noi stessi, la vita ci vien data ... in concessione!
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Spesso mi chiedo: "Ma perché dobbiam morire?" Solita domanda senza alcuna risposta. Siamo degli esseri mortali e dobbiamo prenderne atto sin dalla nascita, ma purtroppo nel corso della nostra vita ci vogliamo sentire arrivisti, arroganti, potenti, ma se guardiamo in fondo dove c’è il traguardo della nostra competizione, non c’è lo striscione dove ci aspetta la corona del primo arrivato, bensì soltanto la fine della corsa, ovvero un amen e così sia. Allora a cosa serve tutta questa arroganza e la mancanza di fratellanza umana? Non c’è mai una risposta.

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L'autore
sergio garbellini

Non sono un poeta classico, né sublime, scrivo liriche prosastiche riguardanti le vicende quotidiane, mi piace trattare argomenti inerenti alla vita in modo razionale ed in particolare parlare di donne. Ho scritto 6000 liriche, 60 libri, 7 poemi e moltissime canzoni. Scrivo dal 1947, dall’età di 12 anni, ma nel corso d

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